Gregory Corso, Larry Rivers, Jack Kerouac, David Amram, and Allen Ginsberg at a diner – Pull My Daisy, 1959 Photo by John Cohen

David Amram, il leggendario compositore e collaboratore della prima ora di Jack Kerouac darà il 19 ottobre a New York un concerto con la sua band riproponendo i classici della Beat-era, insieme all’attore candidato all’Oscar Michael Shannon, all’attrice Kate Arrington, all’attore-poeta Frank Messina e al poeta Quincy Troupe che leggeranno gli scritti di Jack Kerouac.
Ricorda David Amran di quell’epoca: “Mi vedevo spesso con Jack al vecchio Five Spot agli inizi del 1957, dove stavo lavorando. Sapevo che era uno scrittore e tutti i musicisti sapevano che lui adorava la musica. Veniva, si sedeva e ascoltava. Non ha mai avuto un comportamento da snob. Era troppo interessato alla vita che gli girava attorno per pensare a come appariva. I musicisti lo capivano e per questo erano sempre felici di vederlo, perché sapevano che almeno una persona sarebbe stata lì ad ascoltarli. Jack era sulla nostra stessa lunghezza d’onda, per questo non era necessario che noi parlassimo. Pochi mesi dopo Jack venne insieme ai poeti Howard Hart e Philip Lamantia con la volontà di leggere le loro poesie con musica, anche improvvisando, rappando con il pubblico e cantando con loro. La nostra prima performance fu a Dicembre del 1957 al Brata Art Gallery e fu la prima poesia con jazz a New York. L’evento non fu pubblicizzato e stava piovendo, ma il posto era pieno zeppo di gente. Jack era diventato il personaggio più importante del momento. Il suo nome era magico. Nonostante le cavillose e furiose lamentele dei critici e la gelosia di qualche suo contemporaneo, Jack non cambiò mai. Improvvisamente divenne “The ‘King of The Beatniks’ titolo affibbiatogli contro il suo volere, e una specie di Guru di un movimento che non è mai esistito. Jack era una persona riservata, timida, e completamente dedicata alla scrittura. Solo quando beveva un po’ diventava molto più espansivo, e questa fu l’unica parte della sua personalità che fu reclamizzata, ma la gente che venne al Brata Gallery non era lì per una moda, loro si sentivano amici.”
Proponiamo di Amran una versione dal vivo di “Waltz in D Minor”, da lui suonata in un album del 1971, No More Walls.

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