Se la band di Noro Morales allertò Stan Kenton del potenziale della musica afrocubana, fu l’orchestra di Machito a sigillare il patto. Dice Kenton: “Era l’inizio del 1947 quando ascoltai per la prima volta genuina musica afrocubana…una band con il nome di Noro Morales. Io e Pete Rugolo (il suo arrangiatore) andammo a questo posto chiamato Embassy Club a New York e nel retrobottega stava suonando questa band e c’era gente che stava ballando. Mi sembrò, all’impatto, di sentire il sound di Woody Herman, poi quello della mia orchestra e anche di Ellington. Un tipo che ballava al lato della band ci disse: se questo ti sembra buono, allora devi andare a sentire Machito!”. E così fece. Si spinse fino a Spanish Harlem e fu un delirio, per la prima volta aveva conosciuto il vero ritmo latino! Machito aveva una band con timbri jazz, una completa sezione di fiati, tutti i suonatori erano cubani e suonavano l’autentico cuban-style che Stan non aveva mai ascoltato prima. Era una novità per New York a quei tempi, sassofoni che vibravano, un paio di giovani musicisti alle trombe, e il ritmo, un musicista per ogni strumento per tutta la durata del brano, nessun raddoppiamento, il tipo alle maracas suonava nient’altro che maracas, e così via. Pete Rugolo fu ugualmente entusiasta della novità e fu probabilmente lui a far prendere all’orchestra l’inclinazione per i ritmi latini. Nacque così la canzone “Machito”, che fu il primo tentativo di Pete nel nuovo idioma. (Tratto dal libro di Michael Sparke “Stan Kenton this is an Orchestra”)

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