I due grandi pianisti si sono esibiti per il pubblico di Roma in uno di quegli eventi che rimarranno scolpiti per molto tempo nelle menti dei presenti, accorsi numerosissimi all’Auditorium di Caracalla, nella calda e afosa serata di lunedì 22 luglio.
Due grandi artisti internazionali che sono riusciti a costruire un mosaico musicale interessante, mettendo a confronto due stili pianistici diversi e complementari. Da una parte la leggenda planetaria, l’inarrivabile Chucho Valdés, più vispo che mai nonostante i suoi 78 anni, colui che meglio di tutti ha saputo leggere il jazz in chiave cubana, sonorità queste sempre presenti nel suo lirismo pianistico, sin da quando dominò, per tanti anni, la scena musicale internazionale con il suo gruppo Irakere. Dall’altra la leggenda nostrana, l’eclettico Stefano Bollani, un artista completo, forse più “europeo” di Valdés, sensibile e spericolato, col pallino per il Brasile, ma non per la bossa nova, perché come lui stesso ha detto, “il Brasile è stracolmo di musica brasiliana, sarebbe un peccato fossilizzarsi sulla bossa nova”. A riprova di ciò, ieri sera non ha voluto rinunciare al Brasile, invitando a suonare sul palco il mandolinista brasiliano Hamilton De Holanda, un bravissimo musicista e compositore che ha deliziato la platea, accompagnato dai due pianisti, con una lunga e deliziosa “Besame Mucho”.
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