Il basso che pulsa, una chitarra scratch, dolci armonie vocali: è così che hai conosciuto e amato Bob Marley. Ma cosa c’è dopo? Niente paura! Alcuni suggerimenti renderanno la tua collezione aggiornata e graffiante. Molti non sanno del vasto materiale di musica reggae che è stato prodotto negli ultimi 70 anni. La Giamaica è una piccola isola di 50×150 miglia, eppure nel mondo quasi ogni negozio che vende dischi ha una sezione dedicata al reggae. Infatti la Giamaica produce più musica pro capite di ogni altro paese nel mondo. Pertanto andiamo a vedere cosa c’è oltre Marley e Tosh.

La musica giamaicana può essere suddivisa in alcuni sottogeneri in base alla cronologia e allo sviluppo di stili differenti, caratterizzati dalla velocità del beat e arrangiamenti. Nei prossimi giorni posteremo una breve panoramica di questi stili musicali. Iniziamo.

MENTO E CALYPSO. Questi termini sono spesso usati in modo interscambiabile, ma il Mento è in realtà una forma musicale giamaicana mentre il Calypso viene da Trinidad e Tobago. Il Mento è il punto di partenza della musica giamaicana moderna, come il rock e il R&B e il country sono stati, negli Stati Uniti, un’evoluzione del folk e del blues. Quasi esclusivamente suonato in forma acustica, si sviluppò negli anni ’40 fino a giungere agli anni ’60. Il banjo è lo strumento principe del genere, insieme alla Kalimba (Marimbola).

Artisti segnalati: Count Owen e The Jolly Boys.

 

R&B Giamaicano. Questo stile, chiamato anche Blue Beat, non è poi così diverso dalle sonorità jump blues provenienti da luoghi come la New Orleans degli anni ’50 (es. Fats Domino). Questa sonorità rappresenta la genesi dell’industria discografica dell’isola e fu facilitata dai migranti giamaicani di ritorno dagli Stati Uniti che portavano con sé dischi di r&b.

Artisti segnalati: Prince Buster.

 

SKA. Lo Ska fu un’appropriazione tipicamente giamaicana di R&B giamaicano unito al mento, caratterizzato da un ritmo con accenti sul levare della battuta musicale, come più tardi, il Rocksteady ed il Reggae. L’affermazione del sound Ska coincise con l’indipendenza della Giamaica dalla Gran Bretagna e divenne il tormentone internazionale dei balli. Un gruppo di jazzisti stellari, tra cui Ernest Ranglin e Lloyd Knibb, perfezionarono il sound influenzando la parte strumentale con sonorità jazz e la parte vocale con un’impostazione tipica del R&B e della musica soul.

Artisti segnalati: Skatalites e Laurel Aitken.

 

ROCKSTEADY. Genere musicale nato intorno al 1966, quando il frenetico ritmo dello Ska iniziò a rallentare. Simile allo ska ma molto più rilassato, il rocksteady permetteva al basso maggiore libertà di quella goduta con il suo antecedente. Il rocksteady ha risentito anche di una forte influenza del Soul americano e ha dato maggiore rilevanza all’apporto canoro.

Artisti segnalati: Ken Boothe, Alton Ellis , The Paragons e Desmond Dekker.

http://www.youtube.com/watch?v=5bd9B3_DUvo

 

EARLY REGGAE. Il periodo del rocksteady durò solo un paio d’anni perché quella stessa musica sentì la necessità di cambiare ulteriormente. Anche se continuarono ad essere usati, i fiati divennero meno prominenti e furono rimpiazzati dall’organo che divenne lo strumento principale, accanto al piano e ad almeno una chitarra. Le bassline divennero ancora più sincopate e lo stile jazzistico dell’uso dei piatti hi-hat nella batteria, spesso usato nello ska e nel rocksteady, fu rimpiazzato da un più duro stile funky. Con l’Early reggae il ritmo aumenta di nuovo, quasi come quello dello Ska, anche se i distinti modelli ascoltati nello Ska e nel rocksteady furono scomposti e suddivise le differenti variazioni di ritmo, a seconda della canzone.

Artisti segnalati: Alton Ellis, The Pioneers e The Hippy Boys.

http://www.youtube.com/watch?v=xgCSjzLF2l0&list=PLldXuB7bUt_E7MXcI_XLY7ZKvYtKc-vQA

 

CLASSIC REGGAE. Termine leggermente ambiguo e difficile da definire che abbraccia un ampio periodo di musica. Per l’intento della nostra discussione, ci limiteremo a considerare il periodo dal 1970 al 1974, quando il reggae abbandonò il suo ritmo frenetico e la tecnica “skanks” della chitarra viene semplificata in un singolo movimento.

Artisti segnalati: Toots & The Maytals.

http://www.youtube.com/watch?v=6rb13ksYO0s

 

ROOTS REGGAE. Un altro termine usato per descrivere una vasta varietà di reggae. Il “Roots” si riferisce generalmente al lasso di tempo che va dal 1973 al 1980 e i testi delle sue canzoni interessano soprattutto la spiritualità rastafariana e l’ingiustizia sociale. Questo è il tipo di reggae che gli ascoltatori casuali conoscono di più, dovuto alla popolarità di artisti come Bob Marley e Burning Spear. Musicalmente il Roots può avere delle varianti in termini di battute che vanno dal tradizionale “one drop” a quello più stile rock dello “stepper style”.

Artisti segnalati: Burning Spear, The Congos, The Abyssinians, Black Uhuru e Israel Vibration.

http://www.youtube.com/watch?v=JcMId_HDUog

 

LOVERS ROCK. E’ un ramo del reggae che ha avuto popolarità soprattutto in Gran Bretagna. Il Lovers Rock si basa su temi con testi romantici ed è fatto per chi vuole ballare i “lenti”. E’ uno stile cantato soprattutto da donne.

Artisti segnalati: Dennis Brown, Gregory Isaacs, Dawn Penn, Louisa Mark, Jean Adebambo e Honey Boy.

http://www.youtube.com/watch?v=MLhB1FsoyB4

 

DUB. Questo sottogenere del Regge non può prescindere dal lavoro ed il genio di King Tubby, produttore discografico e ingegnere del suono giamaicano. King Tubby è famoso soprattutto per essere stato il vero e proprio inventore della musica dub e una delle principali figure del suo sviluppo e della sua definizione a genere musicale, a partire dalla fine degli anni sessanta. Nei suoi lavori gli strumenti sono ridotti al minimo e remixati con effetti, eco, riverberi e delay, per creare brani completamente nuovi. Questo stile è diventato molto popolare e ha influenzato massivamente diversi tipi di musica in tutto il mondo, da cui anche l’elettronica. il Dub è generalmente caratterizzato da bassi potenti e pesanti riverberi, il Dub possiede qualità psichedeliche.

Artisti segnalati: King Tubby, Scientist e Lee Scratch Perry.

http://www.youtube.com/watch?v=mGumtOswX9I

 

DANCEHALL. Emerso dalla cultura dei deejay degli anni ’70, il Dancehall è anch’esso uno stile che raccoglie un vasto mondo musicale, ma in generale, è uno stile che fa uso di bassi “pompatissimi” dove è sempre in evidenza il cantante o il deejay e vede come sottogenere, per le modalità vocali, il raggamuffin. Il Dancehall ha ampiamente incorporato l’utilizzo di vecchi ritmi e fa uso di drum-machine e altre strumentazioni elettroniche.

Artisti segnalati: Yelloman, Barrington Levy, Frankie Paul e Junior Reid.

http://www.youtube.com/watch?v=aUsz8iv7Tas

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