L’effetto sugli ascoltatori del Dub fu rivoluzionario. Le potenti vibrazioni del basso colpivano allo stomaco provocando, insieme al suono martellante della batteria, il movimento della danza. Ad un tratto la linea del basso si arrestava ed entrava la voce che catturava l’attenzione della mente… ma solo per un attimo, perché velocemente veniva sfumata, riportando in primo piano la ritmica. Gli effetti elettronici, gli echi e i riverberi creavano atmosfere cosmiche ispirate alla religione Rasta, al fumo della ganja e al mito del ritorno in Africa. Qualcuno ha avvicinato questo suono alla psichedelia, ma, a differenza della musica dei giovani bianchi, qui predominavano la coscienza del corpo e la rabbia del ghetto, senza del resto abbandonare i contenuti mistici. Il cupo suono del basso rimanda subito alle tremende condizioni delle bidonville della Giamaica. La ritmica ossessiva di derivazione africana suona minacciosa per tutti gli estranei alla comunità…

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