Il concetto dell’ostinato – cioè la ripetizione di un determinato inciso ritmico/melodico – è fondamentale nella musica strumentale africana. Nelle esecuzioni di gruppo, uno strumento ripete una figurazione ritmica per tutta la durata del brano. Gli altri esecutori prendono questa figurazione come punto di riferimento ritmico e coordinano conformemente il proprio suonare. Ne risulta un intreccio complesso di ritmi simultanei o poliritmi, ciascuno coordinato con la figurazione ritmica di base.

La musica vocale è generalmente accompagnata da uno o più tamburi, ma i cantanti possono supplire con suoni percussivi prodotti con il corpo – ad esempio battendo le mani o i piedi. Come per la maggioranza delle musiche di tradizione orale, anche la musica africana, sia strumentale che vocale, è costruita sulla ripetizione di figurazioni ritmiche e melodiche, piuttosto che su contrasti di melodie e ritmi o su melodie estese e tecniche di sviluppo. L’effetto è spesso cumulativo, con l’aggiunta di fonti sonore sempre più numerose e un aumento graduale di velocità man mano che si svolge il pezzo.
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