Uno dei Son più antichi fu registrato nel 1924 dal Cuarteto Cruz, con due chitarre, il tres, la clave, la voce solista e il coro e si chiamava El caimàn en el guayabal con la voce che improvvisa frasi cantate e il coro risponde sempre il motivo “Caimàn, caimàn en el guayabal”. La versione del 1950, che qui proponiamo, registrato a Bayamo, invece ha cambiato il ritornello in “Caimàn caimàn, caimàn no come caimàn.”

In questa struttura essenziale della musica si rende palese l’intreccio culturale spagnolo e africano. Il testo è costituito da una copla (quartina di versi ottosillabi) propria della metrica popolare spagnola e lo stesso tresillo, che ci rimanda all’Africa, trova un possibile antecedente anche nel ritmo spagnolo del tanguillo flamenco. Tra gli esecutori ci sono un cantore cieco e suo figlio, il primo si accompagna con il tres, mentre l’altro suona le maracas. L’uso degli strumenti a corda pizzicata; il ritmo del tresillo, cioè la divisione del tempo binario in 3+3+2; la presenza di un ritornello, definiscono il brano con caratteristiche essenziali del son originario di tradizione contadina. 

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