È stato lui, Paul Gonsalves, uno dei musicisti di maggior rilievo dell’orchestra di Duke Ellington, per 24, lunghi e intensi anni. Quella voce di seta che usciva dal suo sassofono tenore, stile Ben Webster e Coleman Hawkins, ha impressionato il mondo per la sua ispirazione e la sua sensibilità, dando immagine a una sua intimità straziante. Ottimo nel suonare lo swing, come in “Diminuendo and Crescendo in Blue”, è stato un maestro quando suonava le ballate come in “Happy Reunion” o gli standard come “Body and Soul”.

Era nato nel 1920 nel Massachusetts da immigranti capoverdiani e insieme al padre e ai suoi fratelli iniziò la sua carriera musicale suonando la chitarra e suonando la musica del suo paese di origine.

Solo più tardi imparò a suonare il sassofono seguendo gli studi al Conservatorio di Boston. Tornato dalla seconda guerra mondiale dove prestò servizio militare in India, presto la sua fama di sassofonista fece il giro degli ambienti che contavano e fu Count Basie che lo contattò per farlo poi entrare a suonare nella sua orchestra.
Successivamente suonò anche con Dizzy Gillespie e, finalmente, nel 1950 Duke Ellington lo scelse per far parte della agguerrita sezione degli ottoni della sua orchestra. Paul Gonsalves rimase con Ellington ininterrottamente, salvo un’interruzione di poche settimane nel 1953 quando suonò con Tommy Dorsey.

Le cronache raccontano che durante un concerto dell’orchestra in Messico Gonsalves scese dal palco, visibilmente alterato, per dedicare una serenata a una ragazza del pubblico suonandole “In A Sentimental Mood”. Quando Gonsalves tornò sul palco fu chiamato immediatamente da Ellington per concedere un secondo assolo.

Paul Gonsalves fu trovato morto dalla polizia nel suo letto a maggio del 1974, aveva 53 anni. Dieci giorni prima della morte del suo maestro Duke Ellington.


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